Ultima modifica: 30 novembre 2018

23 novembre, il Fibonacci Day

Interessante attività per ricordare il famoso matematico delle classi quinte delle primarie di Vobarno e Roè

Fibonacci, chi era costui?

Sebbene si tratti di personaggio poco conosciuto tra le persone comuni, in realtà il suo nome è molto importante tra i matematici. Vissuto nel 1200, Leonardo Bigollo, figlio di Bonaccio (da cui Fibonacci) è considerato uno dei più grandi matematici di tutti i tempi. Con altri matematici dell’epoca contribuì alla rinascita delle scienze esatte dopo la decadenza dell’età tardo-antica e dell’Alto Medioevo. Con lui, in Europa, ci fu l’unione fra i procedimenti della geometria greca euclidea e gli strumenti matematici di calcolo elaborati dalla scienza araba. 

Pubblicò il Liber abbaci, opera in quindici capitoli con la quale introdusse (nel capitolo I) le nove cifre, da lui definite “indiane”, e il segno 0 (zero) (gli altri popoli non utilizzavano questo simbolo perché non ne sentivano il bisogno) che in latino è chiamato zephirus, adattamento dell’arabo sifr, ripreso a sua volta dal termine sanscrito śūnya, che significa “vuoto”. Zephirus in veneziano divenne zevero ed infine comparve l’italiano “zero”. Per mostrare l’utilità del nuovo sistema egli pose sotto gli occhi del lettore una tabella comparativa di numeri scritti nei due sistemi, romano e indiano. Fibonacci espose così per la prima volta in Europa la numerazione posizionale indiana (adottata poi dagli arabi). 

Tra le sue sensazionali scoperte, ve ne fu una in particolare legata alla risoluzione di un problema pratico:

“Quante coppie di conigli si ottengono in un anno da una sola coppia supponendo che produca ogni mese (tranne il primo) una nuova coppia che a sua volta diventa fertile a partire dal secondo mese?”

La risposta è 144 coppie di conigli.

In questa serie ogni numero è il risultato della somma dei due precedenti: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, … fino all’infinito. Fino al XIX secolo a questa successione non fu attribuita alcuna importanza, finché si scoprì che può essere applicata, per esempio, nel calcolo delle probabilità, nella sezione aurea e nel triangolo aureo. I numeri di Fibonacci si trovano anche in natura, per esempio nella disposizione delle foglie. In molti alberi, scegliendo una foglia su uno stelo e assegnandole il numero “0”, contando il numero di foglie fino ad arrivare a una perfettamente allineata con la foglia “0”, probabilmente si troverà un numero di Fibonacci. Anche i petali di moltissimi fiori sono un numero di Fibonacci. Anche nella formazione della spirale la serie calza a pennello!

 

Così, reduci da un bellissimo convegno nazionale di matematica, ci siamo confrontate e poi “lanciate” nel presentare ai bambini di classe quinta questa importante figura e abbiamo proposto un video, la lettura del quesito dei conigli e tanti tanti conti per ricreare la successione numerica.

 

Infine gli alunni hanno realizzato, seguendo la successione di Fibonacci, la spirale.

Incredibile vedere come la successione sia presente in natura (animali, fiori, fenomeni naturali) e bellissimo poter lavorare con i mezzi a disposizione: righelli, compassi (veri o ricreati con semplice spago) e tanta tanta fantasia.

Ecco i lavori finiti!

Un ringraziamento speciale alla maestra Piera, che insegna a Soprazocco, la quale ha condiviso con noi l’esperienza del convegno prima e la realizzazione del Fibonacci day dopo e alla sua classe quinta che ci ha inviato le foto dei lavori svolti.

 

Maestra Wilma 5^A di Vobarno,

Maestra Paola 5^E – 5^F di Roè