Ultima modifica: 27 marzo 2018

Adotta un nonno

Gli alunni di seconda della scuola secondaria di Vobarno in visita alla casa di riposo

“Me chel le’ el conose. L’è de Teglie!” .

Il signor Remo spezza così il silenzio pieno di curiosità ed emozione della stanza, guardando con occhi furbi e vivaci il suo piccolo compaesano Diego.

Martedì 13 marzo, intorno alle 9 e mezza, in semicerchio nel salone della Casa di Riposo di Vobarno, c’erano una decina di anziani e, davanti a loro, un po’ seduti per terra e un po’ sulle sedie, una sessantina di ragazzi delle classi seconde della Scuola Secondaria. Erano lì, con gli occhi attenti ad indagare i particolari del viso o dell’abbigliamento degli ospiti, così come chiedeva il bel gioco ideato dalle operatrici. Ed eccoli, immersi in un’atmosfera cordiale e amichevole, alla presentazione del progetto “ Adotta un nonno”, imprevedibilmente bravi, attenti ed educati, come mai nessuna delle loro insegnanti avrebbe osato sperare. Due generazioni sedute intorno ad un tavolo a chiacchierare. Ogni nonno aveva intorno a sé quattro o cinque “nipoti”, tutti intenti a raccogliere i dati per compilare la carta d’identità della reciproca adozione. L’obiettivo in realtà era che si parlassero, si conoscessero e gettassero le basi di un’amicizia. Dopo alcuni attimi di esitazione i ragazzi hanno cominciato a formulare domande di vario tipo ed i nonni si sono dimostrati felici di rispondere: tornavano alla memoria i ricordi più vivi dell’infanzia, della quotidianità, della scuola e per qualcuno della guerra. Tra di loro inizierà una corrispondenza: gli ospiti della RSA e gli alunni delle classi seconde A,B e C si scriveranno delle lettere per approfondire una conoscenza reciproca. Si rivedranno inoltre martedì 17 aprile e chissà, magari, anche quest’estate, durante le vacanze, qualche alunno sceglierà di passare un po’ del suo tempo con questi nuovi vecchi amici. Siamo proprio felici di aver aderito a questo progetto che permette di gettare un ponte tra i nostri esuberanti ragazzi e dei simpaticissimi “diversamente giovani”. Ora non ci resta che lasciarvi con le parole di un proverbio africano che non necessita di grandi spiegazioni:

Il giovane cammina più veloce dell’anziano,

ma l’anziano conosce la strada”.