Ultima modifica: 30 giugno 2016

W l’inglese

Significative esperienze didattiche alla secondaria di Roè

DI SEGUITO TROVATE ALCUNE INTERESSANTI ESPERIENZE SVOLTE ALLA SCUOLA SECONDARIA DI ROÈ

1)TEATRO IN INGLESE PROGETTO “SMILE” 2016

SHERLOCK BEGINS e HOTEL TRANSILVANIA

Ogni anno, la scuola media di Roè Volciano organizza la partecipazione ad uno spettacolo teatrale in lingua inglese con la compagnia “Smile”. Smile è un’organizzazione che si occupa di mettere a disposizione attività e progetti culturali, dedicati agli studenti delle scuole italiane. Questo teatro si è specializzato nella diffusione della lingua inglese attraverso il mondo della recitazione; l’obiettivo di Smile è principalmente quello di potenziare le abilità e le competenze linguistiche mediante l’aspetto divertente e coinvolgente di queste attività. Quest’anno, per le classi seconde e terze, hanno inscenato una vicenda di Sherlock Holmes, “Sherlock begins”, che narra del suo primo caso risolto. Le classi prime con le quinte elementari hanno assistito allo spettacolo Hotel Transilvania. Verso la metà di marzo nelle classi si è cominciato a tradurre il libretto, in modo che nel giorno in cui si sarebbe tenuto lo spettacolo “Smile”, ci riuscisse più facile comprenderlo. La recita era molto coinvolgente e gli attori molto preparati: scandivano le frasi in modo comprensibile e anche i ragazzi che hanno delle difficoltà nella lingua, riuscivano a capire ciò che dicevano. Alla fine della rappresentazione alcuni attori sono venuti nelle varie classi per fare dei giochi inerenti allo spettacolo: ad esempio, alcuni di noi hanno mimato dei personaggi della rappresentazione ed i compagni di squadra dovevano indovinarli. Pensiamo che sia stata un’esperienza utile, soprattutto per gli appassionati della lingua perché può anche essere uno stimolo per avvicinarvisi e per far sì di approfondirla anche a livello culturale. Secondo noi vedere recitare gli attori (madrelingue) è molto utile per una migliore comprensione della lingua.

Sara Vincenzi e Alessia Bosetti 3ª E

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2) CONVERSAZIONE IN INGLESE CON LA SIGNORA MEGAN GAOSO

Durante l’arco di quest’anno alcuni alunni delle classi 3ª E ed F, con la collaborazione dell’insegnante di inglese Savina Paoletti, hanno svolto degli incontri con l’insegnante madrelingua inglese Megan. L’insegnante Megan è diventata la nostra insegnante. Per dieci venerdì pomeriggio si sono susseguiti gli incontri: un gruppo di alunni dalle 13:25 alle 14:25, l’altro gruppo dalle 14:25 alle 15:25. Si è trattato di una grande opportunità anche perché il costo suddiviso tra il numero dei partecipanti è stato davvero contenuto. Abbiamo molto apprezzato questo. Avevamo acquistato un testo su cui lavorare, dal titolo “Backpack”, in classe preparavamo delle letture con la professoressa Paoletti e poi ne discutevamo e ne parlavamo in inglese con Megan. Non per tutto l’anno infatti, nelle ultime lezioni, abbiamo approfondito il testo “Sherlock begins” che è stato lo spettacolo della compagnia “Smile” a cui abbiamo assistito. Con Megan abbiamo fatto conversazione su questa storia perché la porteremo anche all’esame. Secondo noi è stata una bellissima esperienza che ci ha dato una mano a migliorare la nostra pronuncia e anche la nostra conoscenza della lingua. L’ultimo giorno Megan ci ha perfino portato torta e patatine per salutarci. Secondo noi l’esperienza è da riproporre anche l’anno prossimo!

Micheli Andrea e Costa Luca 3ª F

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3) INCONTRO SULLA NIGERIA CON LA PROFESSORESSA TONETTI

A Maggio è stato organizzato un incontro in lingua inglese con la professoressa Tonetti, in cui ci ha parlato della Nigeria, il suo paese d’origine. Ha iniziato parlandoci della sua famiglia: sua madre è una donna molto sportiva, le piace pescare e odia lo shopping. Anche suo padre ama la pesca e, infatti, spesso loro due sono in competizione per decidere chi ha pescato il pesce più grande. Infine, sua sorella lavora a Milano per una ditta che si occupa dei social network e del mondo dei computer. Nonostante la nostra insegnante sia molto esperta di informatica, quando ha dei problemi in questo campo si rivolge sempre a sua sorella. In Nigeria ha vissuto nella città di Lagos, che pur non essendo la capitale, lo è stata in passato. È una città molto caotica e, infatti, è sconsigliato alle donne di guidare a causa del traffico, ma nonostante ciò sua mamma lo fa comunque. I bambini nigeriani sono molto diversi da quelli italiani. E quando si parla di differenze non si intende solo il fatto che loro non hanno computer, piuttosto che telefoni o tablet, ma semplicemente il fatto che non hanno neanche un paio di scarpe da indossare. Però loro sono felici così. Inoltre la mattina si svegliano molto presto anche i bambini più piccoli perché devono svolgere molti lavori casalinghi e devono aiutare le loro madri anche a tenere i figli minori.Ha frequentato il liceo scientifico e quegli anni sono stati molto difficili per lei perché la scuola era molto dura: in classe erano solo cinque studenti e doveva studiare tutti i giorni dalle tre alle quattro ore. La prof. Tonetti, però, ci ha spiegato che è stata proprio questa esperienza che l’ha fatta diventare la persona che è adesso. Durante il fine settimana le piaceva molto andare in spiaggia e la domenica andava spesso al mercato con sua madre. All’età di 18 anni ha deciso di trasferirsi in Italia per frequentare l’università, dal momento che le università in Nigeria non sono internazionali mentre in Italia lo sono. Ci ha anche spiegato che non si sente pronta a tornare in Nigeria perché adesso è sposata e ha una famiglia in Italia e anche perché ha paura di non voler più rientrare in Italia, dopo essere tornata nel suo paese d’origine. Questo incontro ci è piaciuto e secondo noi è stato molto utile perché avere una persona che ti racconta del suo paese non è come studiarlo dal libro. Inoltre anche perché la prof. ci raccontava attraverso diverse immagini che secondo lei rappresentano di più il suo paese e la sua vita. È stato interessante perché la Nigeria completamente diversa dall’Italia dal punto di vista delle abitudini e dei modi di vivere quindi alcune cose ci sono sembrate strane.

Elisa Gobbini e Lisa Polini 3ª F

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4) INCONTRO CON EMANUELA FERRARI

Per un anno ragazza “au-pair” a New York.

Sabato 14 maggio abbiamo assistito a un incontro interamente in lingua Inglese con una ex alunna, della professoressa Paoletti. Emanuela Ferrari. Ha 21 anni, ha frequentato la Scuola Media a Roè,il Liceo Classico a Salò ed ora frequenta l’università Iulm a Milano.  Ci ha raccontato del suo anno trascorso in America. Ospite in una famiglia benestante si è presa cura di tre bambini maschi. La loro casa si trova a Brooklyn in un ricco quartiere ed è molto grande, non tutti hanno la possibilità di avere un giardino ma loro sì. Ogni mattina si svegliava molto presto per preparare la colazione ai bambini, verso le 7.00 li svegliava e li preparava per la scuola.  A rotazione i bambini o da lei stessa potevano decidere che tipo di colazione preparare. Solitamente cucinava i pancake con lo sciroppo d’acero, pane con burro d’arachidi e altri cibi tipici americani. Il pomeriggio li andava a prendere a scuola con la merenda composta da snack, anche se loro preferivano la mela ricoperta dal burro d’arachidi. Tornati a casa, gli faceva fare i compiti, ma loro volevano sempre e solo giocare. La sera cucinava alle 17.30 dato che là cenano molto presto. Mangiavano poco rispetto agli altri pasti: solo un panino con hamburger o cibo del McDonalds. La madre fa la giornalista, mentre il padre l’avvocato ed erano quindi molto occupati durante la settimana. Lei studiava anche durante il suo tempo libero. Ha fatto amicizia con ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo. Secondo lei è stata un’esperienza unica e indimenticabile, la consiglierebbe a chiunque, perché lascia un ricordo nella tua vita. Quest’incontro ci è piaciuto molto ed è stato davvero interessante. Abbiamo imparato molte cose nuove, ma soprattutto si comprendeva benissimo il suo inglese. Siamo contente di aver avuto l’occasione di partecipare e vivere un incontro così.

Elisa Rizza 3ª F

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5) INCONTRO CON ROSSANA MICHELINI

Rossana Michelini ha frequentato la scuola media a Roè Volciano, proseguendo gli studi al liceo scientifico Leonardo a Brescia e concludendo con l’università a Trento dove si è anche laureata. Ora lavora in un’agenzia di viaggi (Caldana), dove organizza dei viaggi in base alle esigenze delle persone. È venuta a parlare della sua esperienza in Cina dove ha studiato all’università internazionale per sei mesi. Ci ha parlato dapprima della geografia fisica della Cina, le varie città importanti e la differenza fra la parte della Cina ricca e la parte della Cina povera (o in via di sviluppo). La prima si trova a Est e la seconda a Ovest. Ci ha spiegato anche la differenza fra Cina propriamente detta e Cina estera. Ha deciso di fare questa nuova esperienza non solo perché era interessata a conoscere meglio la cultura cinese, ma soprattutto per frequentare l’università internazionale e conoscere persone nuove. Questa università le ha permesso di trovare un lavoro che le piace molto. Dato che è una ragazza molto solare e le piace parlare con le persone, il suo lavoro è principalmente rispondere alle chiamate di turisti interessati a nuovi pacchetti di viaggio. Non è facile, soprattutto se i clienti sono cinesi o inglesi, perché bisogna capire le loro esigenze e cercare di soddisfarle. Mi è piaciuto molto quest’incontro con Rossana perché sono riuscita a capire meglio la cultura cinese e ho scoperto molte cose nuove. Consiglio quest’attività di incontri in L2 anche ai ragazzi che saranno in terza media l’anno prossimo, perché è stato anche un aiuto per orientarsi meglio verso la scuola e per capire se è davvero la scuola giusta per te. Ringrazio la prof. Paoletti per averci proposto queste attività, sono state tutte molto interessanti (tutti gli incontri), perché ci hanno fatto scoprire nuove culture e luoghi, anche solo immaginandoli.

Lazzarini Alice 3ª F

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6) TATIANA CORDERO: LA RAGAZZA COLOMBIANA!

AIESEC Progetto Educhange in Italia: diritti umani.

Sabato 2 Aprile la nostra professoressa di Inglese Paoletti, ha organizzato per tutte le classi un incontro con Tatiana Cordero: una ragazza colombiana che è venuta in Italia per un progetto sui diritti umani (con Educhange – volontariato internazionale). In questo periodo insegna inglese a Gavardo, ma ha accettato di venire qui a Roè per raccontarci la sua esperienza. Tutto si è svolto in lingua inglese. Tatiana viene da Bogotá: la capitale della Colombia. La sua famiglia è composta dai genitori, le sue due sorelle e il fratello e dai suoi due gatti. Studia Legge all’università di Bogotá in cui sono presenti altre tre facoltà: Chimica, Arte e Veterinaria. Ogni facoltà presenta delle originalità: la facoltà di Legge aiuta gli altri quando bisogna protestare per le ingiustizie della scuola, quella di Chimica (che si trova in parte a Legge) a volte combina qualche pasticcio per far evacuare entrambi gli edifici e quindi saltare le verifiche. La facoltà di Arte intrattiene gli altri studenti con giochi circensi e decora la scuola con i murales, mentre Veterinaria ogni anno (senza svelare il giorno preciso) libera tutti gli animali in giro per l’università. Il calcio è uno sport molto importante e i professori, in occasioni speciali, interrompono le lezioni per guardare le partite nazionali. Per andare a scuola, Tatiana deve prendere ogni giorno l’autobus, molto spesso affollato. A volte l’unico modo per arrivare a scuola è appendersi all’esterno del pullman e fare la cosiddetta “bandiera”. Il clima in Colombia è molto diverso da qui in Italia: anche se Bogotá supera i 2000 m di altitudine, non nevica mai d’inverno e la temperatura raggiunge al massimo i 15C°. Il tempo è molto variabile: può essere soleggiato e ad un certo punto piovoso. La Colombia comprende moltissimi territori: a nord prevalgono le aree desertiche, ci sono poi le grandi pianure e le montagne e a sud si trova la giungla. La Colombia è bagnata dall’Oceano Pacifico e ogni anno, verso il mese di Luglio, le balene viaggiano fino a questa zona e si avvicinano alle coste per partorire i loro “piccoli”.

Il viaggio nella giungla

La sorella di Tatiana lavora come biologa e sta facendo degli studi nella giungla. Spesso Tatiana l’ha accompagnata vivendo avventure bizzarre e scoprendo anche la cultura degli indigeni.

  • È capitata una volta che durante un’esplorazione nella giungla, Tatiana abbia appoggiato la mano su un albero per riposarsi. Risultato: in due secondi il corpo completamente coperto di formiche giganti! Gli abitanti del luogo le spiegarono che si trattava di un albero sacro, protetto da quelle formiche e la aiutarono soffiando una polvere di tabacco che rimandò le formiche sull’albero.
  • Un’altra volta Tatiana e sua sorella si persero e trovarono rifugio in una capanna indigena dove rimasero alcuni giorni. Gli indigeni avevano abitudini molto strane per la civiltà moderna: per esempio si lavavano fuori dalla capanna, nudi e senza vergogna. Sono una piccolissima minoranza di indigeni che hanno mantenuto la propria cultura e sono sopravvissuti ai Conquistadores poco dopo la scoperta delle Americhe.
  • Un’amica di Tatiana, anche se un po’ “schizzinosa”, aveva insistito per accompagnarla in uno dei suoi viaggi. Durante la visita ad uno zoo, una scimmia le saltò in testa e la spaventò a morte. L’amica si è comunque divertita.
  • È successo anche un fatto abbastanza strano durante le pazze gite nella giungla di Tatiana: le zanzare l’avevano punta dappertutto e lei era messa molto male. Gli indigeni decisero di darle una mano e raccolsero un frutto da spalmare sulla pelle. C’era una leggenda su quel frutto: se ti giudicava degno di vivere, ti curava e rendeva la pelle di un colore scuro. In caso contrario non lo faceva e morivi.

La pelle di Tatiana diventò prima bordeaux e successivamente nera. Tatiana pensava che il colore se ne sarebbe andato prima del ritorno a Bogotá, ma il frutto decide anche quanto restare sulla persona prescelta e Tatiana rimase nera per un mese intero!

I diritti umani!

Tatiana ha scelto di studiare Legge perché le stanno molto a cuore i diritti dell’umanità. Durante un incontro con le classi 3ª E e 3ª F ha parlato del suo progetto. Si è sempre fatta questa domanda: “Cosa possiamo fare per rendere il mondo migliore?”. Ci ha spiegato che molti uomini si sono fatti questa domanda e hanno agito per la pace: John Lennon, con la sua canzone Imagine (contro la guerra), Gandhi con il suo movimento pacifista per l’indipendenza dell’India dall’Inghilterra, gli uomini e le donne che combattono contro il terrorismo, Nelson Mandela che era contro l’Apartheid in Sudafrica (razzismo contro le persone di pelle nera) …E tanti altri ancora. Oltre a lei, molti amici di Tatiana sono volontari in tutto il mondo e, per concludere il nostro incontro, ci ha mostrato le foto dei suoi amici volontari che tenevano un cartello in mano con la scritta “Soy volontario…” e la motivazione per cui aveva deciso di esserlo.

  • Tatiana è ritornata in Colombia poche settimane fa. È stato un vero piacere conoscerla e averla qui in Italia. Speriamo di poter incontrare altre persone come lei!

   Ilaria Simoni 3ª E e Vanessa Almici 3ª F

Alcuni giorni fa è venuta nella nostra scuola una ragazza colombiana, chiamata Tatiana, che sta svolgendo un progetto di scambio nella scuola di Gavardo ed è tuttora ospite della Prof.ssa Paoletti. Ha 21 anni e sta frequentando il terzo anno di legge all’università di Bogotá. Ci ha parlato del suo paese; dove andare, cosa sapere; della sua famiglia, dell’università, della sua città natale (Bogotá). Ci ha spiegato perché è venuta in Italia tramite questo progetto di scambio chiamato “Edu-change”: per avere l’opportunità di parlare e promuovere i diritti umani. Ci ha raccontato però di quando ha passato del tempo nella foresta amazzonica, delle difficoltà nel vivere lì e delle abitudini degli indigeni. È stato molto interessante. In seguito Tatiana è ritornata per parlarci dei diritti umani. Abbiamo ripercorso la storia dell’uomo partendo da alcune domande come: “Cosa possiamo fare per costruire un mondo migliore?” Quando alcuni uomini si sono posti queste domande la storia dei diritti umani è cambiata. Sono stati uomini come Martin Luther King, Gandhi, Nelson Mandela e John Lennon. Abbiamo anche visto casi in cui i diritti umani sono stati ignorati, come nel caso della dittatura in Argentina. Infine abbiamo parlato della conferenza mondiale sui diritti umani, tenutasi a Vienna nel 1993, che ha finalmente dichiarato la parità fra tutti gli uomini. È stato un incontro molto interessante che, secondo me, ha insegnato molto e che ci ha fatto molto riflettere sull’importanza di quest’argomento.

Matteo Porta 3ª E