Ultima modifica: 3 febbraio 2018
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Musica, parole, immagini per non dimenticare

Doppio momento di riflessione per gli alunni della scuola primaria di Roè Volciano in occasione della Giornata della Memoria

Come è possibile avvicinare i bambini alle drammatiche tematiche legate alla Shoà? Come aiutarli a riflettere e passare loro un messaggio di responsabilizzazione e speranza?

Si potrebbe pensare che siano tematiche difficili per dei bambini, non adatte a loro…

Certo, non è semplice, ma il segreto è essere costantemente alla ricerca di modalità efficaci a creare dei ponti di comunicazione: tutto dipende dal linguaggio che si utilizza e dalle emozioni che si mettono in gioco, tutto dipende da quanto crediamo nel messaggio che vogliamo inviargli.

Musica, parole, immagini…

Sabato 27 gennaio gli alunni della scuola primaria di Roè Volciano hanno potuto vivere due esperienze emotivamente forti e significative. Il mattino alle ore 11 tutte le classi si sono riunite nell’atrio della scuola per un momento di riflessione e la sera, in Auditorium, il coro delle classi quinte ha partecipato al concerto organizzato dal Comune e dal Corpo Bandistico di Roè Volciano per la Giornata della Memoria.

La musica ha aiutato molto: canti ebraici come Gam gam, Vai sorridi amore vai, Shiribim interpretati dal coro in entrambi i momenti hanno dato vita ad un clima di riflessione e ricordo, sottolineato dalla proiezione dei disegni realizzati dai bambini. Così come la struggente melodia del brano Schindler’s list interpretata dai violini di Stefano Lonati e della maestra Maura accompagnati al pianoforte dalla prof.ssa Laura Mattanza ha creato nel nutrito pubblico dell’Auditorium un silenzio denso di attenzione e significato.

La lettura de Il volo di Sara, i cui passi salienti erano descritti musicalmente dal Corpo Bandistico di Roè Volciano diretto dal maestro Davide Sottini, ha raccontato l’epilogo di una tragedia con delicatezza e donato un invito alla speranza, sottolineato dal canto tradizionale ebraico finale Hava Nagila a cui hanno partecipato tutti i protagonisti della serata, pubblico compreso. Anche la scuola secondaria ha partecipato alla serata con l’interpretazione da parte di Alessandro e Francesca di tre intensi brani.

E le parole di una favola, raccontata dalla maestra Emanuela durante la riflessione del mattino a scuola, sono state il mezzo per inviare ai bambini un messaggio importante.

Il funerale della volpe

Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva.- È morta, è morta – gridarono le galline. – Facciamole il funerale.
Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portarono i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline.
La notizia
 volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraio in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi.

Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro:
– È morta, è morta! Facciamole il funerale.

Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco.
Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentiva anche in Francia.

Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e si mangiò tutto il corteo.
La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione
 ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta. E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.

Una breve ma significativa favola del grande Gianni Rodari che ha aiutato a riflettere, per non dimenticare e imparare dai tragici errori del passato.